Una pagina – Invisible monsters

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Invisible Monsters – Chuck Palahniuk – 1999

Perché non dovreste leggere Invisible Monsters sul divano di casa vostra, al caldo, tranquilli, o cercando di addormentarvi (o tenervi svegli) nel letto la notte? Perché esistono le corriere, i treni e i tram! Il climax e la frammentarietà di questa narrazione sono analogamente riconducibili alle dinamiche di un trasporto pubblico*.
Se decidessi di chiudere gli occhi per qualche secondo, mentre ti trovi in un veicolo pubblico, li riapriresti senza sapere necessariamente dove ti trovi. A meno che tu non conosca a memoria il tragitto. Però, leggendo Invisible Monsters, il tragitto non sarà mai qualcosa di chiaro.
Questa è la storia di come, due anni fa ed inesperta, salii in un autobus pensando fosse diretto a Torri di Quartesolo, aspettandomi di scendere nei pressi della zona periferica, e mi ritrovai dispersa in una fermata in mezzo ai campi a Bertesina.

Questa è la storia di quando, per tenermi occupata presso il capolinea dei tram a Vicenza, lessi un libro che iniziava illustrando la scena di un matrimonio finito male, aspettandomi come seguito le vicende di una famiglia sventurata, e mi ritrovai alla fine della corsa tra fango, erba e insetti, mentalmente impastata tra le vicende di Shannon McFarland e Brandy Alexander. Tra donne smandibolate, donne con il nome di un cocktail, donne che cercano vendetta e ogni tanto un uomo, sono riuscita a tornare a casa con più tram, cercando di memorizzare il tragitto percorso inversamente, non aspettandomi più nulla.

* n.d.a.: la regola illustrata manca di validità se voi stessi siete i conduttori del veicolo.

Attenzione: questo articolo non incoraggia all’uso spropositato/malsano dei trasporto pubblici.
Fantoccia

“Ecco dove dovresti essere, a un grande ricevimento di nozze in una enorme villa a West Hills, composizioni floreali e funghi farciti sparsi ovunque per tutta la casa. Questa si chiama ambientazione di scena: dove ci sono tutti, chi è vivo, chi è morto. Questo è il grande momento di Evie Cottrell al suo ricevimento nuziale. Evie è in piedi a metà della grande scalinata nell’atrio della villa, nuda dentro quel che rimane del suo vestito da sposa, col fucile ancora in mano.
Quanto a me, io sono in piedi, ma solo fisicamente, in fondo alle scale. La mia mente chi sa dov’è.
Nessuno è ancora morto del tutto; diciamo soltanto che le lancette corrono.”

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