Katerina e sua figlia

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Bulgaria, 1490.

Katerina Petrova si accarezzava la pancia e pensava al suo bambino. «Sarai bello come la tua mamma e forte come la nostra stirpe, la stirpe Petrova.»

«Come lo chiamerai?» le aveva chiesto sua madre un giorno.
«Se è un maschio Ivan.»
«E se fosse una femmina?»
La ragazza non aveva risposto, se fosse stata una femmina cosa avrebbe fatto suo padre?
Se fosse una femmina mi piacerebbe chiamarla Elena.

«P- padre, e se fosse una femmina?» chiese Katerina tremante con le mani al ventre.
Con tono che non ammetteva repliche suo padre disse «non la potresti tenere!»
Quella notte la giovane Petrova pianse .

«Magari avrai i capelli neri o marroni o cosa assai strana biondi», e in quei momenti sorrideva e pensava a come sarebbe stato il suo bambino.
A volte si fermava a pensare anche a come sarebbe stata se fosse stata una bambina, ma subito dopo diventava triste.

Un mese prima della nascita del bambino Katerina aveva sognato una bella bambina che le correva incontro con i capelli ricci e gli occhi marroni. Dopo quel sogno aveva cominciato a piangere e non aveva smesso fino a che non si era riaddormentata.

Il giorno del parto era arrivato e non appena sua madre disse: «E’ una femmina» Katerina aveva sentito il mondo crollarle addosso. Prima ancora di vederla suo padre gliela prese e la portò via . In quel momento le lacrime spuntarono sul suo viso e dopo molte ore di pianto lei pronunciò un nome, «Elena.»

Capitava che durante gli anni il pensiero di sua figlia ritornasse, ma questo pensiero veniva rimandato indietro prima ancora di nascere.

Dopo aver sentito il nome della nuova Doppelgänger, Katerina non aveva potuto non pensare alla sua bambina e al nome che aveva scelto per lei.

Nella cripta, dopo che aveva raccontato ad Elena di Klaus, una lacrima le era caduta nel vedere, anche se in disegno, il volto dei suoi genitori.

Bulgaria, 2090.

Katerina era ritornata nel suo luogo d’origine. Dopo un lungo girovagare era arrivata davanti alla casa che le interessava.
Dentro vi viveva una donna che custodiva reperti molto antichi.
«Vorrei vedere dei libri che parlano dei Petrova.» Dopo averli cercati la signora glieli aveva dati e ora la ragazza stava leggendo la storia sua e della sua stirpe alternando alla lettura i ricordi.
Nell’ultima pagina di un libro era stato incollato il disegno di una bambina con i capelli ondulati e il sorriso molto simile a Katerina.

«Scusi, chi è questa bambina?» Aveva chiesto la ragazza con voce tremante.
«Si dice che sia la figlia illegittima di Katerina Petrova, ma sono solo supposizioni.»
Dopo 600 anni l’aveva finalmente vista e Katerina aveva sorriso.

Narigorm – 2016

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