Madre

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Cerco di capire ma non ci riesco.
La mia mente non comprende ciò che credo di vedere, apparenza e realtà si confondono in un’immagine, vedo cose con una chiarezza inaudita, comprendo colori che non conoscevo stamane, se ancora posso parlare di mattina e di sera qui dove sono ora.
Mi sono risvegliata qui al buio in questa sospensione di spazio e di tempo senza comprendere.
Ruoto su me stessa alla ricerca di un punto di riferimento che mi faccia scoprire da dove sono partita e dove sto arrivando.
Ricordo vagamente memorie di arti e ossa e cartilagine, ricordo amori e ossessioni.
Questo vento che mi sta facendo tremare in spirali concentriche, non mi sembra fosse lo stesso che sentivo sotto sol, ora così denso e violento che ne posso contare gli atomi.
Ma la mia percezione risulta mischiata da fonti alternate di calore e luce.
Sto rallentando la mia corsa relativa, qualunque cosa voglia dire questo, e non è una frase cosciente non è esprimibile esattamente ciò che ho detto. Implica un prima e un dopo, implica un riferimento, riferimento che ora non ho.
I miei organi periferici, che non conosco e non so nominare, si allontanano da me senza nessuna possibilità di coordinazione
su
giù
(rispetto a cosa?)
Ho vago sentore di sangue l’ultima volta che mi sono morsa la lingua,
non so nemmeno ora come trasmettere questi pensieri che mi stanno venendo a mente
quasi come un codice binario fatto di zero e uno che emani possibilità infinite, con piccoli elementi chiave in divenire.
Plasma energetico, in connessioni subatomiche
Ricordo pulsanti e bottoni ma ogni volta che cerco di allungare le mani non riesco ad afferrare niente
orbite circolari sempre più larghe
la vista mi si acuisce e non capisco come possano esistere tutti questi colori
posso sentire anche i colori della voce
o vedere
o percepire
sento cose nuove che stanno crescendo in me immense forze giocano a tirarmi a comprimermi
come di esplosioni immani che
libero
vuoto e scuro
cosa si è riversato in me da queste distanze perché io non ricordi più uno ma molti,
moltitudini in me raccontano e rivivono gesta:
un bacio
un coltello
due nascite
sol
Vega centauri
le montagne di mondi indicibili da lingue umane
i getti di plasma liquido delle stelle
la potenza degli atomi
ogni piccola parte del tutto che compone il tutto.
dentro ciò che sono ora
in un singolo istante
un unico incantevole momento
una nuova creazione
ora
e luce fu

Lazarus – 2014

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