Spire di fumo

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Il candore della nebbia un tessuto intricato, si squarcia si annoda diventa spesso e continua questo suo ciclo.
Negli attimi in cui il velo si squarcia si vede la desolazione del mondo, un cane infernale a tre teste mi fissa con i suoi occhi rossi dai quali scintille di peccati scaturiscono, ma poi la nebbia ricuce velocemente sembra che non si avvicini almeno per ora sono salvo, fino a che ci sarà questa nebbia.
Sono qui da non so quanto tempo, ho smesso di contare i giorni, ogni volta che guardo fuori dalla finestra solo nebbia nessuna alternanza giorno notte, in casa non un orologio e io non li ho mai portati, troppo ingombranti.
Un po’ di the della vecchia nonna Caora mi può far bene, almeno riprendere le forze. Più guardo quella nebbia più mi sento vecchio e stanco.
Finalmente l’acqua bolle. Ecco lo speciale the di nonna Caora i suoi fumi mi inebriano ogni volta con un profumo diverso, viole e margherite e una punta di vaniglia, con un profondo e intenso odore di sangue.
Apro gli occhi e dove prima c’era il mio indice ora una fontanella di sangue zampilla a festa i fumi del the prendono una forma sempre più consistente di fauci bramose e avide della mia carne.
Scappo in sala, la nonna da qualche parte deve pur tenere una cassetta del pronto soccorso, rivolto la stanza, riesco solo a trovare la scatola da cucito della nonna.
Ago, filo, un pezzo di stoffa, comincio a cucire, l’ago entra nella carne e ne esce di sua spontanea volontà con una tecnica di ricamo che avevo sempre visto fare alla nonna.
Il dolore si irradia per il braccio l’ago non smette di cucire, continua ad avanzare ora verso il polso sempre con un movimento a spirale entra ed esce sempre più veloce cerco di fermare quell’ago impazzito che continua nella sua folle corsa, taglio il filo e finalmente si ferma alla spalla.
Il braccio è ricamato con una forma di spirale e il filo sembra cambiare colore ogni volta che lo guardo, viola, verde, giallo, rosso.
Un incubo è solo un incubo mi dico vado in cucina sperando che non ci siano più quelle fauci che si sono portate via il mio dito, tutto normale e il the versato nelle tazzine, guardo il tutto con diffidenza, ma la voglia di bere quello speciale the di nonna Caora è troppo forte. Mi siedo, comincio a bere, i sapori sono delicate note di Vaniglia e cioccolato con bouquet di margherite e viole e per armonizzare il sapore del sangue.
Finito il the mi rilasso, vado in sala e del disastro che c’era prima neanche l’ombra tutto in ordine a parte uno smile scritto col sangue su quell’orrida vecchia carta da parati e una scritta TOC TOC.
Bussano alla porta, guardo dallo spioncino, è la vecchia signora Mayflower vicina di casa che tiene in braccio il cane infernale a tre teste, mi allontano, il cane sembra percepirlo e una delle teste comincia a ringhiare.

TOC TOC
Caora sono io
TOC TOC
Sono venuta per farmi dare la ricetta che mi avevi detto di quella speciale torta di mele
TOC TOC
Su buono cucciolino che quando apre sicuro ti da tre biscottini

Mi allontano, vado in camera, apro il mio cassetto speciale, uno spinello almeno mi tirerà su e finirò di vedere queste allucinazioni. Qualche tirata, la nebbia si dirada, entra mia nonna con il mio indice in mano. “Tesoro quante volte ti devo dire che non devi bere il mio the quando non ci sono.”
Lushush – 2017

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