Nonno Albert

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Selene guidava il suo carro all’apice della salita nella buia volta celeste, rischiarata dalla sua pallida pelle. Albert la fissava seduto sulla sua sedia a rotelle. A quell’ora sentiva sempre forte il richiamo di quella luce, del profumo dell’asfalto, lo stridio dei freni al carbonio, ma non quella sera.

“Bambini, venite davanti al fuoco ad ascoltare una favola di nonno Albert.”
“Sì nonno Albert, raccontaci una storia!”

“C’era una volta, e da qualche parte c’è ancora, una grande stanza piena di strani artefatti leggendari che appartengono a una graziosa signora di Londra, Mrs. Lady Margaret Greyfog. Aveva collezionato quegli oggetti durante i viaggi fatti negli anni seguendo la musica.”

“Nonno ma tu la conosci questa Lady?”
“Certo ma questa è un’altra storia, ora lasciami raccontare.”

“Tutto cominciò quando un simpatico nano conobbe Lady Margaret mentre stava disegnando su una tela bianca con una particolare matita dalle dimensioni sproporzionate, che a molti sarebbe sembrata solo una comune matita, un piccolo oggetto decorativo un po’ kitsch. Nessuno poteva immaginare che la matita proveniva dalle regioni di un regno al di fuori dei confini del mondo e che era intrisa di una potente magia di illusione. Chi la usava poteva confondersi con l’ambiente circostante perfino al più astuto scrutatore. Le decorazioni della matita erano intrise dell’essenza di un raro fiore viola e verde che cresceva solo vicino ai luoghi dei sogni infranti. Il nano, incantato dalla bella Margaret e da come faceva scorrere la sua matita sulla tela bianca, non notò che egli stesso fosse il soggetto del quadro e che piano piano lui stava scomparendo dal mondo reale per affiorare con una smorfia muta sul quadro.”

“Quindi bambini avete capito che i sogni si possono rompere. Se li rompete e vedrete nascere un fiore portatelo pure a me, saprò prendermene cura.

In quella stanza c’era anche uno scettro di un metallo argenteo. Sulla sua sommità spiccava la prima falce di luna e al centro era incastonato un cristallo splendente di luce propria. Si diceva fosse il dono della Regina Luna a coloro che volevano battersi per i sogni.”

“Nonno, anch’io diventerò una Regina?”
Gli occhi di Albert diventarono di un viola intenso e spettri amorfi emersero da altre dimensioni nell’aria intorno a lui, cominciando a vorticare.
“Oh, mia piccola, se sarai fortunata diventerai anche più grande della Regina Luna, sarai la Regina del Caos e dominerai su tutto l’universo.”
Tutto ritornò normale e la bambina era felice.

“Molti altri artefatti sono detenuti da Lady Margaret Greyfog, conosciuta anche come la Danzatrice delle Nebbie o la Venditrice di Polvere. Ella è molto astuta, se ne va in giro per i regni a vendere e ricevere lusinghe e complimenti, distorcendo il vero e avvinghiando i suoi ignari sfortunati clienti alla sua mercé.

Ma ora, cari bambini, nonno Albert deve andare a sgranchire queste ruote che da ormai troppo tempo non sentono il profumo dell’asfalto e della vittoria.”
Sgommando uscì dalla stanza, prese velocità e raggiunta la strada attivò il suo turbo e scomparve nella notte in un lampo viola.


lushus – 2017

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