Un libro – Death is not the worst, o della riabilitazione del Vampiro.

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Signore e signori, benvenuti a Norwich, Mississippi, ridente cittadina del Sud degli Stati Uniti, sede della prestigiosa Ole Lady University. Venite a conoscere i protagonisti di questa storia, Catherine O’Bryan e Tristan Averhart, e seguiteli nelle loro avventure di giovani studenti, fra lezioni, amici, feste, schermaglie amorose, battute di caccia e, naturalmente, vampiri. Sì, avete capito bene. In Death is not the worst ci sono i vampiri, e pure tanti. Non lasciatevi prendere dal panico, non sono i vampiri di ultima generazione sdoganati da certi romanzi e telefilm. Nessun patema esistenziale, nessuna pippa adolescenziale (perché, a quanto pare, se ti vampirizzano a 16 anni non diventi una creatura che va oltre l’umano e il contingente, diventi solo un eterno adolescente. Che noia), nessuno sbrilluccichio di ignude membra ma soprattutto, finalmente, nessuna ragazzina svampita con la sindrome della crocerossina, attratta dal fascino ematico di tipi sfuggenti e tenebrosi che trattano le donne come esseri mentalmente e fisicamente inadeguati alla vita e oh come sono fortunata, adesso ci sei tu a prenderti cura di me e ad evitare che metta entrambi in imbarazzo di fronte al genere umano. O meglio, un personaggio così c’è già nel primo capitolo ma le autrici mettono subito in chiaro alcune cose.

I vampiri che troverete in questo romanzo sono finalmente quelli veri, diretti discendenti di Nosferatu, riabilitati al loro ruolo di antagonisti oscuri, seducenti e senza scrupoli, creature amorali per le quali gli esseri umani sono solo cibo o elementi insignificanti, da considerare giusto il tempo necessario per decidere se ucciderli subito o giocarci un po’ prima, di certo affascinanti e conturbanti ma per stordire meglio la preda e fare meno fatica. E già questo mi sembra un buon motivo per lasciarvi trasportare in questo romanzo.

Poi c’è da dire che, in coppia, Julia Sienna ed Helena Cornell, le giovani autrici alle quali dobbiamo tanta pirotecnica inventiva, funzionano davvero bene, tanto che si sente quanto si siano divertite a scriverci questa storia, guidandoci con ironia tra i momenti di normale vita universitaria e le battute di caccia ai vampiri (o agli umani). Sanno inserire il colpo di scena giusto al momento giusto, giocano con un carosello di citazioni e omaggi letterari, filmici e serie tv cult, che diventano come una caccia al tesoro per gli appassionati, costruiscono personaggi ben definiti, ognuno con una propria personalità. E nell’ombra, ma neanche tanto, c’è sempre lui, William, un cattivo come non se ne vedeva da tempo. Finalmente un antagonista degno di questo nome, per il quale possiamo anche provare simpatia perché i cattivi veri ci piacciono, di sicuro però non sarà mai oggetto della nostra compassione. E figurarsi se William accetterebbe mai la compassione della propria cena.

La prima parte del romanzo scorre veloce, facendoci scoprire un po’ alla volta i segreti che entrambi i protagonisti nascondono e che potrebbero impedire loro di avvicinarsi davvero, fino a quando arriviamo alla parte centrale della storia, per me fra i capitoli migliori e più difficili da scrivere. Sono pagine adrenaliniche e ricche di azione che le nostre autrici riescono a sviluppare con notevole abilità. Dopo questo exploit la seconda parte ha un leggero calo, trascinandoci un po’ troppo, per mio gusto, nell’idillio amoroso della nostra giovane coppia. Fino a quando arriviamo agli ultimi capitoli, che ci ripagano ampiamente dell’attesa. Un finale avvincente e truculento, degno delle più nere tragedie shakespeariane, con morti, sangue e pure un tocco di cannibalismo, che non guasta mai, e un coup de theatre destinato a lasciarci senza parole e in sospeso. Questa è infatti la prima parte di un dittico, per completare il quale dovremo aspettare ancora qualche mese. E così, tra lezioni di storia dell’arte, feste di confraternite universitarie, goduriosi brownie glassati, pistole regalate come se fossero mazzi di fiori e spietati vampiri, aspettiamo di scoprire cosa ci sta preparando il duo Sienna-Cornell, nella certezza che le sorprese e gli effetti speciali non siano ancora finiti.

Titolo: Death is not the worst

Autore: Julia Sienna, Helena Cornell

Editore: Gainsworth Publishing

Pagine: 487

Prezzo libro: € 20,00

Prezzo ebook: € 4,99

Genere: urban fantasy

Trama: Norwich, Mississippi. La prestigiosa cittadina universitaria si sta preparando ad affrontare un nuovo anno accademico, incurante della scia di macabri omicidi e sparizioni che sta affliggendo il Sud degli Stati Uniti. Catherine O’Bryan, giovane studentessa della Ole Lady, ritornata alla città natale per lasciarsi alle spalle gli spiacevoli eventi del suo recente passato, si imbatte nello spavaldo Tristan, unico erede dell’antica famiglia Averhart, che dimostra da subito interesse per lei, tanto da infrangere ogni regola e divieto si fosse imposto pur di farsi notare. Oltre il sorriso sprezzante del ragazzo, però, si celano ferite molto più profonde di quelle che la sua pelle mostra con fin troppa assiduità. Nel suo sangue si nasconde l’ira di un predatore, una maledizione che nessun Averhart può sciogliere, nemmeno dopo secoli di sofferenza e molte vite spese in tributo. Fiamme nella notte, riti sciamanici, cannibalismo, corpi che bruciano occultando agli Umani uno dei più grandi segreti della Storia, ma questa è solo routine per gli Averhart e gli altri Cacciatori. Il nemico li attende nell’ombra, pronto a ucciderli non appena abbasseranno la guardia. I suoi occhi d’ambra non smetteranno mai di fissarli, fino a quando non li avrà eliminati. Tutti. Solo la Morte potrà placare la sua terribile Vendetta.

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